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Alba senza gli slip a Sanremo... oops!


Sembra che più di una persona abbia notato, che Alba Parietti durante la finalissima di Sanremo, abbia fatto, come dire, una scenetta alla ''Basic Instict''. E cioè: accavallando le gambe si è notata una certa assenza. Come al solito i fotografi non si sono lasciati sfuggire l’occasione, anche perché la Parietti non sembrava assolutamente imbarazzzata. Portava o no le mutandine? Lei dice di sì. Sarà!

[fonte: ilsole24ore.com]

Sanremo ringrazi Amici e X Factor

Simona Ventura: i talent show hanno riportato l’attenzione sulle canzoni

Simona Ventura rivendica, per la buona riuscita del Festival di Sanremo, il ruolo fondamentale dei cosiddetti talent show, quei programmi che vanno alla ricerca di talenti, che sono anche in grado di lanciarli, com'è accaduto a Marco Carta, a Karima, a Giusi Ferreri: «Sanremo è ridiventato Sanremo grazie a X Factor e Amici», dice Ventura. Come tutti gli ex conduttori della rassegna, non ama parlarne. Per evitare di doverlo fare, la settimana scorsa è persino andata negli Stati Uniti: «Non ho visto il Festival ma ne ho sentito dire bene e sono stata felice per Paolo Bonolis». Però una come lei un'idea se l'è formata, e ieri ha scelto il GT Ragazzi, in onda nel pomeriggio di Raitre, per esprimerla. Lo aveva già fatto Paolo Bonolis, grande epigono del signor Bonaventura, quando alle telecamere dello stesso programma rivelò il suo famoso, o famigerato, compenso: il milione di euro. «I talent show - aggiunge Ventura - hanno permesso che a Sanremo ci fosse più attenzione sulle canzoni».

Ieri Paolo Festuccia su La Stampa ha sottolineato come e qualmente il Festival, ancorché così seguito, ha i conti in rosso lo stesso. D'altronde, la pubblicità diminuisce dappertutto, non c'è motivo che la gara di canzoni sia esclusa dalla tendenza. Tendenza che lo spettatore non nota, perché continua a essere massacrato da spot e sponsor. E sapete come fanno, le aziende televisive, quando vogliono far andare meglio un programma? Gli tolgono volontariamente pubblicità. Magari è andata così anche con il Sanremo 2009, non si può avere tutto. Sarà comunque lieto, Baudo, che, nelle ultime due edizioni, aveva portato meno spettatori ma nessun deficit. Se anche è contento, fa il signore e non lo dice. Neppure Simona Ventura ama parlare di soldi: ma non dicevano una volta i latini che «pecunia non olet»? E parlatene, che diamine. Lei, nel 2004, accanto a Gene Gnocchi e Paola Cortellesi, guidò una manifestazione «povera», con poco denaro da spendere, e comunque faticosissima: c'era lo sciopero delle case discografiche. Un Festival senza i discografici non fu male. Con Tony Renis che chiamò Adriano Celentano mentre Bruno Vespa, che conduceva il DopoFestival, chiamò Apicella. Già allora. Niente di nuovo sotto il sole della tv. La terza serata era stata un disastro, Ventura stava lì, a prendere le bordate di critiche: «Solo i vigliacchi scappano, io la faccia ce la metto sempre, anche quando le cose vanno male. Resterò in piedi, come la polena del Titanic. Non bisogna mica parlare di lutto nazionale».

Il suo mantra era: porterò a casa il programma. Anche grazie a Celentano, ci era riuscita. Chissà come furono i conti. Certo, quell'anno vennero spesi relativamente meno denari, non è assurdo pensare che furono buoni. I talent show, dunque, dietro la riscossa di Sanremo. Maria De Filippi le è simpatica?, chiedono a Ventura i ragazzi del GT: «Moltissimo. Penso che in questo Paese bisognerebbe cominciare ad essere molto più solidali tra noi donne. Dobbiamo fare gruppo. C’è spazio per tutte coloro che lo meritano e che vogliono fare questo lavoro». Ma i «talent» non saranno una fabbrica di illusioni? «Il talent show è importante, ma noi non vogliamo creare degli infelici. Ci sono molti ragazzi talentuosi, ma non tutti sono destinati ad arrivare. Il successo non è una cosa facile, forse noi lanciamo un messaggio sbagliato». Vorrebbe che i suoi figli facessero gli artisti? «Vorrei che i miei figli non fossero dei delinquenti. Nessuno ti dà la patente di buon genitore. Uno cerca di insegnargli il bene e il male... poi chi lo sa. Sto cercando di insegnargli a guadagnare tutto quello che ottengono». Cuore di mamma.

[fonte: lastampa.it]

Spieghiamo il successo di Arisa e Marco Carta

Febbraio: i fiori e le vallette, il presentatore e lo share di gradimento, gli ospiti e le polemiche, i Big e le Proposte. In sintesi: Sanremo

“Un successo di ascolti con musica per ogni palato” è stato il giudizio unanime dei vertici Rai e perfino Mediaset non ha disdegnato il plauso alla co-conduttrice della serata finale (Maria De Filippi) ed al vincitore, già assidui frequentatori del suo palinsesto.

Arisa e Marco Carta: l’estetista genovese e il parrucchiere cagliaritano, 2 giovanissimi autodidatti che hanno saputo affascinare la giuria e sorprendere per l’oceanico consenso di pubblico, grazie a 2 canzoni d’amore orecchiabili e disimpegnate adatte ad un target adolescenziale, come “Sincerità” e “La forza mia”.

Disdegnando testi dai temi attuali e scottanti, di denuncia sociale o morale, ben interpretati da Povia con “Luca era gay”, Marco Masini con “L’Italia” o Iva Zanicchi con “Ti voglio senza amore”, il trofeo palmato ha preferito concedersi alla generazione che, complice l’amatorialità, ha trasformato l’ingenuità fanciullesca da maschera narcisista in agente di creatività spontanea, supportato dalla tecnologia e dalla democratizzazione artistica.

Sono gli adult-babies. Per loro gusti e tendenze vengono esibiti in strada e diffusi attraverso TV e riviste, veri e propri prontuari di stile che amplificano di mese in mese voghe e infatuazioni collettive, slang e locali di tendenza, in e out di un mercato frivolo che ha fatto della moda, più che un’ossessione generalizzata, la chiave di volta dell’oggi. L’istantaneità dei consumi, la ricerca della soddisfazione immediata, il mito del glamour, il nomadismo di un sapere rizomatico, hanno imposto così, nuove gerarchie comportamentali all’insegna di un codice visuale che antepone smart a wise, di una conoscenza che non è più valore d’uso strumentale né alimento spirituale, ma ludico disimpegno, di una politica liberatoria che alla serietà alta dell’accademismo contrappone il piacere pungente di un sapere commerciale.

Eppure, tra le mille luci cittadine e i jingle televisivi impastati con i rumori del traffico, i flutti della recessione erodono lentamente il gigante di sabbia e la contrazione dei consumi si riflette sui singoli (mutui decennali, ristoranti e negozi sempre meno affollati) come sulla collettività (astronomico costo delle infrastrutture e monopolio edile). Così, ciò che colpisce della generazione emergente è lo scetticismo dilagante sull’uscita dalla crisi e l’incosciente attesa di un cambiamento che provenga dall’alto. L’habitat agognato della supremazia dei consumi facili e accessibili, punteggiato di discount e outlet, luoghi di culto di un mercato massificato ove il capitalismo è predicato come filosofia di vita, pullula di adult-babies che hanno ormai rinunciato al mito della prosperità, ma sembrano incapaci di reagire ad una situazione di stallo, preferendo chiudere gli occhi per rifugiarsi nel rassicurante bozzolo domestico. Un simile atteggiamento rinunciatario, caratterizzato da una frattura tra tensione al cambiamento e fragilità, fra una salutare voracità e il senso di un'imminente esplosione fuori controllo, riflette una realtà d’inadeguatezza di fronte ad un presente rigonfio di eccessi e contraddizioni.

Ecco spiegato allora il successo di Arisa e Marco Carta, ma soprattutto il loro incredibile seguito di pubblico televotante. Le loro esibizioni canore hanno saputo conquistare l’empatia di una spectatorship particolarmente sensibile all’innocenza adolescenziale e alla memoria infantile quali baluardo di genuinità. La vittoria dei loro brani musicali evidenzia perciò, una calcolata semplicità espressiva fatta di rime puerili, figure vulnerabili e umori melensi, capace però, di assecondare il bisogno di prodotti dall’intensa natura emozionale di una gioventù sempre più spottificata.

[fonte: interno18.it]

Le foto del Festival di Sanremo più bello degli ultimi anni


[fonte: ilsole24ore.com]

Le foto della Seconda serata di Sanremo 2009


[fonte: ilsole24ore.com]