Cerchi l'amore sul web?

La Facebook-mania punta al Festival di Sanremo 2010

Facebook, MySpace, Twitter e tutti i social network in cui mettere in mostra fatti privati, vizi e virtu'. Con il rischio di tralasciare le relazioni vere, quelle faccia a faccia, per la smania di pubblicare frasi e foto nell'universo del web. Un argomento sulla bocca di tutti e anche tema di un brano che potrebbe sbarcare sul palco del teatro Ariston per Sanremo 2010. A proporlo il Federica Baioni Quartet, band di giovani musicisti romani provenienti dal jazz e approdati alla canzone d'autore, che dopo una lunga gavetta partecipa alle selezioni di quest'anno per la sezione Nuova Generazione.

La canzone si chiama 'La vetrina delle vanita'' ed e' firmata dalla stessa Baioni, cantante romana che dopo numerose esperienze teatrali e come vocalist nella band dei 'Milagro Acustico', decide di dedicarsi al jazz. Forma dunque un quartetto (Dario Esposito alla batteria, Giuliano Valori al pianoforte e Maurizio Perrone al contrabbasso), con cui dal 2001 partecipa ai piu' importanti festival di settore.

Quest'anno, la scelta di tentare la strada dei 'giovani' di Sanremo, ascoltabili per ora sul sito Rai fino alla decisione dei selezionatori fissata per il 12 gennaio: "presentiamo un brano che parla in modo ironico dei social network - dice la cantante all'ADNKRONOS - fenomeno che oggi piu' che mai e' nell'occhio del ciclone. Parla del modo di affrontare una quotidianita' sempre piu' impregnata di informatica, a volte fredda e fatta di 'emozioni nulle...e di gente intenta a raccontare vanita''". Un monito a tornare al dialogo diretto meno superficiale di quello filtrato da uno schermo di un pc, direi, il tutto con lo sguardo rivolto al teatro canzone, alle sonorita' dell'est e alla musica popolare.

[fonte: libero.it]

Categorie: ,  
I 16 big della canzone al 60esimo Festival di Sanremo

Ecco l'elenco degli artisti ed i titoli delle canzoni che parteciperanno come Big al 60esimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo:

Sonohra: Baby
Morgan: La sera
Arisa: Ma l'amore no
Toto Cutugno: Aeroplani
Nino D'Angelo: Jammo jà
Noemi: Per tutta la vita
Povia: La verità (Eluana)
Simone Cristicchi: Meno male
Valerio Scanu: Un attimo con te
Malika Ayane: Ricomincio da qui
Fabrizio Moro: Non è una canzone
Irene Grandi: La cometa di Halley
Enrico Ruggeri: La notte delle fate
Marco Mengoni: canzone ancora da definire
I Nomadi e Irene Fornaciari: Il mondo piange
Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici: Italia amore mio

Categorie: ,  
X-Factor: trionfa il talento di Marco, ora Sanremo

Morgan (che minaccia di lasciare lo show) fa il tris. Giuliano e le Yavanna si sono dovuti inchinare al talento puro. Tra due mesi c'è Sanremo: i big della canzone italiana devono tremare

La finalissima di X-Factor si apre in sala stampa con l'incontro con i giornalisti di carta, radio e web per discutere di questa terza edizione dello show. Si parla di qualità, ascolti (calati all'inizio e poi risaliti), superospiti internazionali (quest'anno ce ne sono stati a bizzeffe) e naturalmente di giudici. Fuoriusciti (Ventura), entrati (Mori), ricandidati (sempre Mori) e uscenti. Alla domanda: rifarai X-Factor il prossimo anno? La Mori nicchia e poi dice un mezzo sì. Più che mezzo a dire il vero. Morgan invece, che sa perfettamente come finire nei titoloni, la spara: «Io non ci sarò più. Sono un essere in evoluzione. Potrei tornare magari con un altro ruolo, a fare le basi con Lucio Fabbri». Peccato che dietro le quinte tutti sappiano che ha già firmato il contratto per la prossima edizione... Facchinetti butta là un «credo che non ci sarò» ma nella confusione (quasi) nessuno ci dà peso. La risposta migliore alla fine la dà (come sempre) Mara Maionchi: «A me piacerebbe rifarlo X-Factor, ma da sola».

Ore 21
Si inizia con "All I want for Chirstmas" di Mariah Carey (che è stata ospite di X-Factor qualche settimana fa) cantata dai ragazzi di X-Factor di quest'anno e dello scorso. Ci sono pure i Farias, per dire. Chiara, col suo vocione, fa subito sentire la sua mancanza. Peccato non averla in finale. Damiano con l'occhio blu stimola sempre l'ormone ma (quasi) niente più di quello.

Ore 21.15
Arriva Antonellina Clerici e sono complimenti per tutti. Per la Mori che ha avuto il coraggio di eliminare uno dei suoi cantanti. Per Mara Maionchi che «mi porteri a casa per una settimana e che è chic anche quando dice le parolacce». Per Facchinetti che è «proprio un bravissimo conduttore». E si respira già aria l'aria di mare di Sanremo.

Ore 21.30
Claudia Mori per la finale sfoggia una parrucca bionda caschetto d'oro in stile Nino D'Angelo. La gara inizia con il vocione di Giuliano che sale sul palco a cantare "Caruso" accompagnato da Lucio Dalla. Prima del suo ingresso, la solita clip strappacuore con la famiglia che dice quanto è bravo e quante volte gli hanno girato le spalle. Roba da televoto insomma. VOTO: 7 e mezzo. La voce è dignitosissima, persino notevole. Ma non va né avanti né indietro da settimane. E continuerebbe così all'infinito. Scotto. E poi che noia questa scelta! L'ha cantata pure Matteo Becucci lo scorso anno! Meno male che c'è Lucio Dalla con la sua marmotta morta in testa a fare sorridere. E ammette pure - poco elegantemente - che è «stufo di cantare 'sta canzone». Ci si domanda che ci fa là allora. E per concludere dà del Massimo Ranieri a Tiziano Ferro. Facchinetti a questo punto lo liquida.

Ore 21.40
Mara presenta le Yavanna e Max Pezzali che cantano "Come mai". La clip che le precede è simpatica e dignitosa, nessun appello straziante al pubblico per farsi votare (e non è cosa da poco). Tommassini si prende un merito a cui non crede nessuno: «Lo sapevo sin dall'inizio che sarebbero arrivate in finale». Peccato lo sapesse solo lui, manco la mamma delle Yavanna. VOTO: 7. Muovono corde che, almeno per ora, non arrivano al cuore. Come quelle del primo banco, sempre preparate, ma che non ti stupiranno mai. Impeccabili. La tecnica c'è tutta (chapeau), manca qualcosa per riuscire a farsi amare (per davvero) dal pubblico. Due parole sugli abiti delle ragazze: fashion fetish. Damine delle fiabe sì, ma dei grandi. Un po' fatine un po' mistress dominatrici. Mancava la frusta, se la sarà tenuta Tommassini in camerino.

Ore 22
Tocca a Marco, finalmente! Canta "Oggi sono io" con Alex Britti. Tra la chittara di Alex e la sua voce sono "brividi in ogni dove" (omaggio alla grande assente Simona Ventura). ME-RA-VI-GLIO-SI. VOTO: 10. Un'ugola da ibernare e conservare per l'eternità. Siamo di parte, ma è stato amore al primo ascolto. Irresistibile. Speriamo che vinca, che vada a Sanremo e che sbaragli la concorrenza. Sono anni che aspettiamo che al Festival arrivi un giovane con così tanto talento. Altro che Marco Carta (per essere chiari). A Morgan scappa un «veramente un caz** di duetto» ma chissene.

Ore 22.07
Arriva sul palco il più grande rapper degli ultimi anni: 50 Cent. Massa di muscoli imponentissima e musiche con un ritmo che più trascinante non si può. Lui sì che smuove veramente l'ormone, altro che Damiano. Grezzo e manzo proprio al punto giusto. Pure zia Mara torna giovane e balla come una ragazzina. Potere della carnazza. E comunque vedere la Maionchi seduta accanto a 50 è uno spettacolo già di per sè. Quando poi tenta di parlare inglese e tutta soddisfattta per essersi fatta capire fa un tiè col braccio a Facchinetti è apoteosi. Fate quello che volete coi giudici il prossimo anno ma tenete lei. Senza, nessuno accenderebbe manco la tv.

Ore 22.20
Tocca alle Yavanna che cantano "Zombie" dei Cranberries. Con questa performance si sono garantite il terzo posto. Veramente poco entusiasmanti. Le hanno girate e rigirate come un calzino per trovare un verso. Dure, morbide, ammiccanti, ricercate, sexy, algide. Rock, pop, simil-lirica, coro degli alpini. Ma siamo all'ultima puntata e non c'è più tempo per trovare un senso alla storia delle Yavanna. Almeno a X Factor. 50 Cent invece apprezza, le avrebbe volute nude - dice - ma è comunque contento. Gentile.

Ore 22.40
"Un pezzo (di cuore) di Morgan" - Amore assurdo - che siccome non è scemo ha dato a Marco una cosa sua. Così la gloria sarà doppia, anche tripla, quando e se sarà proclamato vincitore. E siccome questo ragazzo è talmente avanti che renderebbe un capolavoro anche l'elenco del telefono messo in musica, è riuscito pure nel miracolo di tenerci appiccicati lo stesso alla sua bocca. Anche con un brano così. La Mori non ha più parole né sguardi, la Maionchi gli ha già detto tutto. Nessuna delle due però dice fino in fondo ciò che pensa di questa canzone, che ha fatto evidentemente schifo a entrambe. Morgan è gonfio e tronfio come sempre. Si può dire la qualunque di lui, ma ci vede benissimo e lunghissimo.

Ore 22.50
L'apoteosi. Se ci fosse la Ventura - sì, la nostalgia canaglia ce la siamo portata fino a qua - direbbe una parola sola alla Mori: gigionisssssssima. Dare "Bella senz'anima" a Giuliano significa servire su un piatto d'argento a chi non lo ama un commento spietato. Cocciante col mal di gola avrebbe fatto di meglio. Il padre piangeva come un agnello, la Maionchi era sbalordita (tanto che je frega), Morgan - ancora una volta - l'ha detta tutta: "Scelta facilotta". La Mori, ovviamente, se l'è presa. Resta il fatto che Giuliano, impegnatissimo a non inciampare nella dizione, è riuscito a non metterci il cuore anche stavolta.

Ore 23
Ci siamo cresciute. L'abbiamo imitata come delle indemoniate davanti allo schermo. Ma non possiamo trattenerci: Cuccarini, quell'acconciatura no! No e no!

Ore 23.10
Sugli inediti abbiamo detto tutto e di più: QUA

Ore 00.06
Prima eliminazione della serata, scontatissima: escono le Yavanna. Se la giocano Marco e Giuliano, come ampiamente prevedibile. Sentiremo ancora parlare delle tre fatine cuneesi? Mah...

Ore 00.15
Due uomini in finale, sempre premiati dal televoto i maschi. A tenere alta la bandiera femminile arriva Gianna Nannini, che canta e incanta sempre.

L'ultima sfida
Si inizia con Giuliano e il suo medley. Il solito inglese masticatissimo che di certo non gli fa onore (ma non stavamo cercando una popstar a X-Factor? E fargli fare du' lezioni?). Al solito, la voce c'è, su questo non ci sono dubbi. Arriva Marco e la differenza si sente. "Mi ecciti, sei un cantante che mi fa godere". L'ha detto la Maionchi per noi. E l'ha detto a Marco. Ecco, la differenza sta tutta qua. La stessa che c'è tra un bravo ragazzo da sposare e un uomo che ti fa penare ma che ti strapazza il cuore.

X Factor ha un senso: trionfa Marco (distacco pauroso al televoto). Un fenomeno vero. Morgan fa il tris. Giuliano e le Yavanna si sono dovuti inchinare al talento puro. Tra due mesi c'è Sanremo: i big della canzone italiana devono tremare.

[fonte: libero.it]

Parla la Clerici: Sanremo 2010 sarà una "festa", chi vuole viene!

Antonella si prepara per l'Ariston: «Sarà un open party, aperto a colleghi amici e amiche di alto livello. Ma la padrona di casa sono io»

Fiorello, Bonolis, Greggio, Bova, Garko, De Sica... L'elenco degli ospiti di Antonella Clerici si allunga ogni ora di più. Ma è proprio questa l'idea della Clerici, fare di Sanremo una festa per tutti, un salotto buono da cui non possono non passare i volti più amati della tv. «Sarà un open party, aperto a colleghi "amici ed amiche" di alto livello», racconta in un'intervista al settimanale Diva e Donna. Ma precisa: «la padrona di casa sono e resto io. Il fatto di essere circondata da grandi nomi per me è indice di sicurezza, non una diminutio. Vuol dire che sono stimata da colleghi che altrimenti a Sanremo non verrebbero neanche, ma neanche...». Sui vari nomi circolati in questi giorni la Clerici non nega né conferma e conclude «Chi vuole viene».

Del resto Antonellina l'aveva già detto a Sorrisi e Canzoni tv qualche settimana fa: «Il mio Sanremo è nato sotto una buona stella. Piano piano tutto prende forma e ci sono congiunture favorevoli, incastri che funzionano, persone che aderiscono. Sapere che colleghi illustri, i grandi della tv, possano pensare di salire su quel palco con me mi riempie di gioia. Riguardo agli ospiti, su una cosa non transigo: dovranno avere il desiderio di mettersi in gioco e partecipare a una festa. Non voglio i grandissimi nomi che vengono solo perché li abbiamo pagati. Il mio sarà un Sanremo di tutti: non sarà un Festival incentrato su di me. Sono la padrona di casa, certo, ma le porte sono spalancate agli amici». A proposito del recente flop di Tutti Pazzi per la Tele: «Non mi sento una regina quando le cose vanno bene, né una cretina quando non vanno. Mancare un risultato a volte è frutto della confezione dei palinsesti. Naturalmente di questo errore io ho pagato le conseguenze più alte».

[fonte: libero.it]

Ezio Greggio a Sanremo 2010 conduttore per una serata

Il Festival di Sanremo 2010, che prenderà il via il prossimo 16 febbraio, vedrà alla conduzione la biondissima ed effervescente Antonella Clerici la quale, secondo le ultime indiscrezioni, sarà affiancata di serata in serata da personaggi televisivi davvero illustri. Quasi confermati Fiorello e Paolo Bonolis, nelle ultime ore si parla insistentemente dello storico conduttore di Striscia la Notizia, Ezio Greggio.

Sul settimanale Sorrisi e Canzoni TV il popolare presentatore dichiara: "Sto valutando la proposta, l'unica certezza che posso dare è che la decisione sarà presa insieme ai vertici di Mediaset".

Fiorello già avrebbe trovato gli accordi con Sky, Bonolis non avrebbe problemi a transitare in Rai per concedere una co-conduzione alla Clerici (già avvenuta nel Festival 2005). Una cosa è certa, gli organizzatori stanno facendo di tutto per garantire uno spettacolo degno del nome che porta!

Bonolis a Sanremo 2010

Antonella Clerici, conduttrice del prossimo Festival di Sanremo, ha chiesto a Paolo Bonolis di affiancarlo per una sera sul palco dell’Ariston. L’invito ufficiale è stato fatto dalle pagine di “TV, Sorrisi e Canzoni”.

I due presentatori erano stati già padroni di casa della storica manifestazione canora nel 2005. Ora l’Antonellina nazionale vorrebbe ricambiare il favore a Bonolis, scegliendolo come “valletto” per una serata.

[fonte: onetivu.it]

X-Factor, di nuovo Morgan Show!

Morgan straripa: attacca Mara e la Mori e sbrocca con Marco: «Prima o poi mi rompo i coglioni! Sei un cantante normale, non sai neanche scrivere le canzoni. Ti ho fatto un regalo e mi hai sputato in faccia». Fuori il dark Mario, dentro la bella Cristiana

L’avevamo già scritto la scorsa settimana: ormai più che X Factor, è Morgan Factor. Il giudice ha definitivamente assunto il totale controllo della scena. Uscita la Ventura, il suo "ego smisurato" (come ha acutamente definito uno dei suoi ragazzi, Mario) è straripato. Parla, straparla, ieri sera biascicava pure un po', dice tutto quel che gli passa per la testa, non si trattiene minimante con le colleghe, definite "vecchie, megere, antiche, permalose, incompetenti".

Con la Mori, in particolare, sembra divertirsi a farla uscire di matto. Ha capito quale è il suo punto debole, la permalosità, e ci gioca come il gatto col topo. La interrompe, le parla sopra, non perde occasione per rimarcare che se i suoi cantanti non le piacciono (Francesca, Damiano e Sofia) è colpa sua, delle sue assegnazioni banali, antiche e tradizionaliste. In una parola: non sa fare bene il suo lavoro.

E lei ci casca con tutte le scarpe, si agita, si arrabbia, ripete sempre le stesse cose ("Sei gratuito pretestuoso, attacchi solo i cantanti degli altri e difendi a spada tratta i tuoi, anche quando non dovresti") e minaccia di andarsene. «Simona, torna, ci manchi» esclama lui a un certo punto. «Se volete che levi il disturbo, lo faccio subito» replica stizzita Mrs permalosetta.

E Morgan sghignazza, gioca al giudice tutto genio e sregolatezza, si cala nel ruolo dello "fattone" (a metà puntata sembra non connettere più, occhi a mezz’asta e pensieri in libera uscita) che non si capisce bene quanto sia naturale o recitato ad arte. Ma lui sa che il programma è per buon aparte un "Morgan show" e se ne compiace. D’altronde, confessa a fine puntata: «Io ho già vinto due edizioni, mentre voi non capite niente»

Peccato che ieri sera esca per la seconda volta un suo pupillo: viene eliminato il dark Mario, cui Hello, i love You dei Doors non porta fortuna. Ma a rimpinguare il gruppo di Morgan ci pensa il televoto: new entry del talent è la sua scelta, la sensuale Cristiana, che rimpiazza il vuoto lasciato dalla bella Ornella, uscita la scorsa settimana.

Tra le esibizioni degne di nota la "sublime" Chiara che con Indaco dagli occhi del cielo di Zucchero, incanta tutti. Mori estasiata, Morgan in lacrime confessa: «Quando ascolto Bach penso che abbia scritto la sua musica a contatto con Dio, tra gli angeli, e quando canta Chiara non mi sembra di stare in questo studio».

E poi lo stravagante Marco, senza dubbio il più carismatico e talentuoso di questa edizione. Strampalato, sembra un Morgan in fieri e infatti proprio con il suo mentore ha un rapporto di amore e odio. Ieri sera, l’ennesimo rvm che lo mostra non gradire la scelta della canzone (My baby just cares for me di Nina Simone) manda su tutte le furie il tutor: «Guarda Marco che sei identico a tutti gli altri, un cantante comune. Vorrei far capire a questo ragazzo di smetterla di non apprezzare quel che faccio perché prima o poi mi rompo i coglioni davvero. Adesso ti tratterò come uno normale. Vuoi che ti dica che sei normale? Sei normale, non sai nemmeno scrivere le canzoni. Io gli ho fatto un regalo clamoroso e questo mi ha sputato in faccia».

Facchinetti cerca di calmare le acque, Marco tenta una timida difesa e Morgan si placa un poco: «Io ho bisogno che tu mi dica che ti fidi di me». Il ragazzo manda un segnale di pace: «Ti stimo fratello»

Superospiti Federico Zampaglione dopo la grande abbuffata (ma non era la campagna Claudia Gerini incinta?) e il simpatico anglo-libanese Mika. Che per fisico, movenze, voce e dentatura, sembra un Freddy Mercury alle prime armi.

P.S. Mara ieri sera non ha detto manco una parolaccia. A parte la sequela di "verme, stronzo e vaffa" nei confronti del marito Salerno, prestatosi a un simpatico scherzo ai danni della consorte, accusata di essersi sottoposta al botulino. Che commenta: «Se così fosse, arrestate il chirurgo, perché è davvero 'na pippa».

[fonte: libero.it]

Festival di Sanremo 2010, Fiorello affiancherà la Clerici?

Tra smentite e notizie di corridoio contrastanti prende corpo l'ipotesi di vedere Fiorello accanto alla padrona di casa Antonella Clerici. La conduttrice in una recente intervista ha chiaramente detto di non volere accanto delle belle statuine, ma lo showman più amato del nostro paese potrebbe affiancare la conduttrice in almeno una serata sul palco dell'Ariston. A rivelarlo il settimanale "Tv Sorrisi e Canzoni": le trattative con Sky sono in fase avanzata e potrebbero concludersi in breve tempo. In questo modo la Rai festeggerebbe degnamente la 60esima edizione del Festival di Sanremo.

Festival di Sanremo 2010, news ed anticipazioni

Gianmarco Mazzi, direttore artistico del 60esimo Festival di Sanremo, ha rivelato la nuova formula dell'edizione 2010: la gara canora durerà 5 serate, andrà in onda dal 16 al 20 Febbraio 2010 e vedrà impegnati i cantanti divisi nelle categorie Big e Giovani con le consuete fasi di eliminazione.
La conduttrice del Festival, Antonella Clerici, dichiara di non volere un uomo al fianco nella conduzione, nè modelli nè tantomeno belle statuine. Piuttosto ingaggerebbe bravi attori come Pierfrancesco Favino, oppure comici come Aldo, Giovanni e Giacomo, o l'effervescente Luciana Littizzetto! Vedremo cosa verrà fuori, di sicuro gli ascolti decreteranno o meno il successo della prossima edizione del Festival della Canzone Italiana.

Delirio di onnipotenza per Morgan: "Siete tutti ignoranti"

Morgan sbotta contro la platea che non condivide le sue assegnazioni, spesso ardite. "Assurdo non apprezzare chi cerca di allargare gli orizzonti dei cantanti". Ma viene punito, esce la sua Ornella. Nonne e teenager in delirio per Pooh e Tokio Hotel

Sempre meno X Factor, sempre più "Morgan show". Già nelle scorse edizioni l'alchimia tra i giudici aveva spesso offuscato la bravura dei cantanti. Quest’anno poi, complice il vuoto lasciato dalla Ventura, colmato non ancora a dovere da Claudia Mori (che ha fatto pace con la produzione e non se ne va più) e forse una rosa di cantanti non particolarmente interessante, a prendersi tutta la scena è il giullare Morgan.

Sempre più schizzato, sempre più filosofeggiante e prosaico nelle sue dissertazioni musicali, ascoltarlo è comunque, Cecchetto docet, un vero piacere. «Dovrebbero farti docente -gli dice infatti il produttore, ospite in giuria-, è un piacere sentirti parlare in maniera così appassionata e competente di musica.

Sarà strampalato, anticonformista, spesso logorroico, ma quel che dice è (quasi) sempre azzeccato e appropriato. E se pure la Mori continua a ripetere in loop quanto "Mara e Morgan siano faziosi, pretestuosi e di critica gratuita", in realtà le osservazioni del giurato sono pertinenti e intelligenti. Se poi riesce a far passare i suoi cantanti, anche quando le scelte dei brani sono difficili e poco popolari, è semplicemente il risultato della sua istrionicità e capacità di far spettacolo. Tanto di cappello.

Ieri sera però qualcosa non ha funzionato. Morgan era particolarmente agitato e pronto al diverbio, il pubblico non ha apprezzato il brano assegnato a Marco, Psycho Killer dei Talking Heads, un coro di "buu" ha accompagnato il tentativo di difesa del giurato che a quel punto è sbottato. «Siete degli ignoranti». Salvo poi riprendersi i extremis. «Mi scuso per questo termine, solo trovo assurdo non apprezzare chi cerca di ampliare gli orizzonti di questi ragazzi». Tra l’altro "cazziati" per non la scarsa cultura musicale. «Io alla vostra età sapevo a memoria i Velvet Underground», dice a Marco che si giustifica per aver alzato gli occhi al cielo quando gli era stato assegnato il brano.

«Queste espressioni teatrali, stile "magnum" di Zoolander (grande Morgan, cinefilo oltre che musicofilo) sono gratuite e fastidiose. Lì fuori ci sono 18.000 ragazzi che pagherebbero oro per stare al vostro posto». Alla fine comunque l’esibizione del ragazzo è eccellente (pace è fatta) ma Morgan sconta la sfuriata: finisce in ballottaggio la sua Ornella, che a fine puntata perde il testa e testa con Sofia, preferita da Mara, e lascia il programma.

Le Yavanna, tolte le orecche a punta e scese dalla Luna sulla terra (per dirla alla Mara) sono sempre più brave e ispirate con Aria di Gianna Nannini, più lirica che rock. Una Sofia commossa dedica L’anno che verrà di Dalla alla nonna che non c’è più. Francesca divertente e colorata, si scatena sulle note di Boy does nothing.

I Luana Biznon vengono apprezzati nella loro versione di I dont’ feel like dancing (sorvoliamo sulla pronuncia di nonna Mara quando li ha presentati) dei Scissor Sister. «Troppi falsetti» lamenta Morgan. Ma Gaudi lo attacca per non aver ascoltato a dovere il brano, impegnato a chiacchierare con Cecchetto per tutta la durata dell’esibizione. Scattano i soliti tre minuti di discussione tra i due ex amici.

Il boy scout Silver si cimenta decorosamente in Svalutation di Celentano, provocando la "sudorazione modello maialino" di Claudia Mori (parola sue), Damiano si rifà della figuraccia della settimana scorsa con una intensa Redemption song di Bob Marley. «Fategli tagliare la barba, però -suggerisce Cecchetto-, la musica oltreché da ascoltare, è da vedere». Dulcis in fundo, la candidata alla vittoria Chiara propone una versione poetica e "intima" di Perdere l’amore di Ranieri.

In tutto ciò, un orda barbara di teenager urlava e sbraitava fuori dallo studio causa presenza dei Tokio Hotel, la band tedesca fenomeno degli ultimi anni. Capitanata da due gemelli ventenni, Bill e Tom Kaulitz, che più diversi non potrebbero essere, capaci di scatenare un vero delirio collettivo. Al pari solo dei Duran negli '80 e dei Beatles nei '60. Mentre a rialzare la media anagrafica ci pensava Francesco collegandosi con l’ultimo concerto dei Pooh. Che almeno non erano truccati, piastrati e in play back come i gemellini teutonici.

[fonte: libero.it]

Categorie: , , ,  
Claudia Mori lascia X Factor

Claudia Mori si infuria per una foto, un dispetto - dice - degli autori, un torto che si fa alle donne in tv. Si alza, se ne va, poi ritorna, ma non si sa se ci sarà la prossima puntata. Serata acida, Facchinetti tesissimo e nell'aria volano coltellacci

A X-Factor non ci si diverte più. I giudici si guardano in cagnesco, il pubblico fischia la Mori appena apre bocca, i concorrenti camminano sulle uova per non scatenare risse, Facchinetti è teso come una corda di violino. Questo non è l'X-Factor a cui ci siamo abituati. Volano coltellacci e le pareti dello studio trasudano acidità. Pare più una puntata di Amici, incattivita però. E questo non è buono. Perché X-Factor non era un reality ma un talent show, non era un programma che si guardava per assistere a ragazzini dalla lingua lunga che rispondo ai professori e a professori che si azzuffano tra loro. Era uno dei pochi show tv che si guardava per divertirsi, rilassarsi, fare due risate, ascoltare buona musica e assistere alla nascita di talenti. I detrattori di Simona Ventura possono dire quel che vogliono, ma la sua dipartita da XF ha lasciato il segno. L'alchimia tra i giudici semplicemente non c'è.

Tutta colpa di Claudia Mori? Va a sapere, di certo il mix Mori-Morgan-Maionchi non funziona. L'impressione, da casa, è che la Mori non piaccia quasi a nessuno in quello studio. Già ai casting c'era tensione, poi dopo la prima puntata e l'elimnazione di uno dei suoi ragazzi per sua stessa mano sono arrivate le critiche persino della sua squadra. E ieri sera il dispettuccio degli autori del programma che ha fatto incazzare la Mori. Sul serio. Ecco come sono andate le cose: puntata dedicata agli anni Ottanta, vengono mostrate le foto di tutti i giudici 30 anni fa (comprese quelle di Tommassini con una capigliatura da brivido...). Tocca alla Mori, va in onda un filmato di lei che canta, capigliatura folta, occhi da gatta, semplicemente bellissima. A fine filmato la regia sbatte sul grande schermo alle spalle del conduttore una foto della Mori prima e dopo (quella che vedete in questa pagina). Solo che la foto della Mori oggi è scelta tra le peggiori, col metodo che usava Emilio Fede per selezionare le foto di Prodi, per intenderci. Lei perde le staffe ma dice cose sensate. Dice che è stato un dispetto, che c'erano foto di lei in quella stessa serata che la ritraevano in momenti decisamente migliori, che quell'immagine è stata scelta per ferirla e ci sono riusciti, che è stata una bassezza. «Questo sembrava un talent show di un certo livello, è diventato un reality del cavolo!» tuona. E poi la bomba: «Finisco la puntata ma non so se torno, trovatevi un altro giudice».



[fonte: libero.it]

Categorie: , ,  
Mike Bongiorno al Festival di Sanremo

Undici edizioni, nel 2007 avrebbe voluto condurlo con Fiorello

Pochi giorni fa aveva espresso la sua stima per Antonella Clerici, prossima conduttrice del Festival di Sanremo 2010. Mike Bongiorno, recordman della kermesse, ne aveva condotte 11, una in meno del collega-rivale Pippo Baudo. L'ultima risale al 1997, insieme a Valeria Marini e Piero Chiambretti. «Il festival di Sanremo non morirà mai», aveva detto durante l'edizione 2008 condotta dalla coppia Baudo-Chiambretti.

Sul palco dell'Ariston Mike esordisce nel 1963, chiamato da Gianni Ravera. La sua prima conduzione è all'insegna della spettacolarizzazione della gara rispetto agli anni precedenti. Mike si circonda di quattro vallette : Maria Giovannini, Edy Campagnoli, Giuliana Copreni e Rossana Armani. Nel 1964 è affiancato da Giuliana Lojodice. È l'anno di una gaffe storica quando dice: «Si voteranno stasera altre cinque canzoni. Cinque canzoni ieri sera, cinque canzoni questa sera: fanno appunto dodici». Nel 1965 è affiancato da Grazia Maria Spina, l'anno successivo è ancora al timone con Paola Penni e Carla Puccini, poco gradita a Bongiorno, che non fa una piega quando nel corso della seconda serata la ragazza sviene, forse per finta, sul palco. E poi un'altra gaffe: quando presenta gli Yardbirds, famosa band inglese, li definisce 'gallinaccì, osando una traduzione letterale del nome del gruppo. Nel 1967 deve affrontare la tragedia di Luigi Tenco. Ma riesce ad andare avanti con professionalità in un'edizione vinta da Claudio Villa e Iva Zanicchi. Mike torna nel 1973, ad affiancarlo è Gabriella Farinon, mentre nel 1975, in piena crisi economica, ci sarà Sabrina Ciuffini, già sua valletta al Rischiatutto, in un'edizione che vede il disimpegno della Rai: al termine della finale Bongiorno è costretto a dire "il tempo è scaduto" e l'annuncio della vincitrice, Gilda, viene fatto durante il tg della notte.

Nel '77 al suo fianco c'è Maria Giovanna Elmi. L'anno dopo Mike lascia il posto a Beppe Grillo ma presenta Sanremo Tour, tournee internazionale dei cantanti n gara al Festival. Nel 1979 torna al timone per la decima volta, affiancato da Annamaria Rizzoli, a cui segue una lunga pausa, per via del suo passaggio alla Fininvest. Sulla falsariga del Festival di Sanremo, nel 1993-1994 conduce Festival italiano su Canale 5 con Paola Barale (prima edizione) e Antonella Elia (seconda edizione). Il ritorno, dopo quasi 20 anni, è nel 1997, quando la Rai lo chiede in prestito a Mediaset, anche per cercare una pax televisiva con la concorrenza dopo le feroci polemiche dell'anno precedente con Striscia la notizia (che comunque lo prenderà di mira). La formula è nuova, sul palco ci sono la Marini e Chiambretti, con il quale Mike intesse spassosi siparietti. La trasferta sanremese diventa però fonte di stress per via di Enrico Papi, telepaparazzo che realizza servizi scandalistici sui vip per Mediaset e che manda in onda spezzoni di vita privata del conduttore. Quando Papi sostiene di aver visto una donna entrare nella sua camera d'albergo, il presentatore perde la pazienza e se la prende anche con Mediaset, azienda per cui lavora. Quello sarà il suo ultimo Sanremo.

Mike tornerà all'Ariston nel 2000 come presidente della giuria di qualità (osservando che molte canzoni si assomigliano) e nel 2004, ospite in una serata dedicata al revival delle vecchie canzoni del festival. Nel 2007 dichiara il suo desiderio di tornare a condurre la manifestazione con Fiorello, con il quale dal 2005 aveva iniziato un sodalizio con una serie di fortunatissimi spot. Nel 2008 rivela di essere stato contattato dalla Rai per condurre la kermesse insieme a Fiorello, "ma - aggiunge - penso che Pippo Baudo se lo terrà bello stretto". A Baudo farà poi i complimenti per la sua edizione condotta insieme a Piero Chiambretti.

[fonte: tuttosport.com]

Il vincitore di X Factor di diritto tra i Big a Sanremo

Oltre all'ingresso in squadra di Claudia Mori ecco un'altra novità: il vincitore di XFactor entrerà di diritto tra i big del Festival. 13 settimane bastano per creare un artista?

Ingresso in squadra di Claudia Mori a parte, la novità più grande di XFactor 3 è che il vincitore, oltre al contratto discografico da 300mila euro, avrà automaticamente il diritto di partecipare al Festival di Sanremo nella categoria dei Big. E a chi si chiede se 13 settimane non siano un po' poche per creare un concorrente sanremese, la Mori risponde che: «L'anno scorso ha vinto Marco Carta». Mara Maionchi le dà manforte: «Si deve dare più importanza alla qualità, e ricordiamoci che di errori a Sanremo ne sono stati fatti, basti pensare ai Jalisse. Un Matteo Becucci secondo me era pronto per il Festival». Morgan dalla sua è convinto che il programma sforni una selezione di talenti e artisti di cui l'industria discografica ha bisogno.

Il discorso della signora Celentano effettivamente non fa una piega: perché un Carta sì e un Beccucci no? Va bene che Matteo non sa fare i miracoli, però pure lui ha saputo vincere un talent show. Claudia parte come uno schiacciasassi, non le manda a dire. Ma se guardando i provini avete pensato "Quant'è cattiva Claudia Mori!” (citiamo due perle del bootcamp: «È meglio che torni a fare le pizze», «Quando uno canta come canti tu ci rimango male e mi chiedo perché... Dovresti trovare un buon lavoro»), sappiate che vi sbagliate. Perché, dice lei stessa: «Mi è piaciuto il lavoro fatto con i ragazzi durante i provini, non è stato facile dire di no. La fama di cattiva non è vera, rigorosa sì, ma un mostro di rigore no». Si dice stupita ed emozionata: «Sono io la prima a essere sorpresa di stare qui, visto che erano 20 anni che non facevo più niente in tv. Sono terrorizzata, metterò tutta la mia severità e la leggerezza là dove servirà. Ho accettato per curiosità. Simona era perfetta per questo ruolo, io sarò molto peggio, lei è insostituibile». E a chi le chiede del ruolo delle donne in tv risponde: «Dovrebbero rispettarsi un po' di più, non assecondare gli stereotipi delle solite belle rifatte. Perché del resto in televisione ce ne sono di uomini bravi e simpatici ma non belli, come Costanzo o Magalli. La tv dovrebbe rappresentare un mondo normale». Chapeau.

Ma parliamo delle novità dell'amatissimo programma. Innanzitutto la messa in onda: si parte giovedì 10 settembre, e si proseguirà sempre in prime time il mercoledì. Un'anomalia autunnale, la definiscono gli addetti ai lavori di Raidue, perché come spiega Giorgio Gori: «In realtà dalla passata edizione non abbiamo mai smesso di lavorare. Ci rivediamo dopo pochi mesi». «Si preannuncia un'edizione difficile perché andrà in onda a ridosso della precedente, ma siamo partiti in salita fin dalla prima e continuiamo a macinare chilometri sull'Everest», dice il confermato conduttore Francesco Facchinetti. In attesa di conoscere in che giorno andrà in onda Amici, la grande concorrente con cui andrà a sfidarsi il programma è per ora la Champions League, in onda sulla rete ammiraglia di Mamma Rai. Ma la mancanza della Ventura si sentirà, eccome. Non stenta ad ammetterlo Gori, che parla della sua sostituzione come una scelta sofferta: «La ringrazio perché è stata importantissima. Abbiamo impiegato diverse settimane per decidere chi mettere al suo posto, anche se il nome della Mori si faceva fin dall'inizio – spiega - Claudia è stata scelta per la sua competenza e per il suo carattere. C'era bisogno di cambiare l'equilibrio tra i giudici, e Claudia è una che irrompe, come abbiamo già visto nei provini. Potremmo chiamarla anche l'edizione di tutti contro Morgan», scherza.

Quest'anno restano affidati alla Maionchi i gruppi, mentre gli under 24 saranno affare di Morgan e degli over se ne occuperà Claudia. Promettono bene i 12 concorrenti. Nella squadra del vampiro ci saranno la graziosa Ornella, Silver che col suo ciuffo ci ricorda il bel Jacopo dei Bastard, il sensibile Marco e Chiara, che è già stata soprannominata la Susan Boyle italiana. Nel team della signora Celentano figurano la riccioluta Francesca, la rocker Sofia (un po' Ambra Marie), il rurale Damiano, il belloccio Francesco. La nostra giudice preferita proverà a portare sulla via del successo i folli e simpatici Horrible Porno Stutman (il nome è tutto un programma), le Yavanna, ovvero le ragazze con le orecchie da elfo (spiazzanti), i telematici Luana Biz che provenendo da diverse parti d'Italia provano su Skype. Piccolo giallo sull'ultimo gruppo, gli A&K inizialmente composto da Andrea e Chiara. Quest'ultima è però stata squalificata perché la mamma lavora in Rai, cosa assolutamente vietata dal regolamento. Sia Mara che Morgan hanno espresso il loro dissenso nei confronti della regola: «Contesto, dovrebbe riguardare i ruoli dirigenziali», ha detto il Vapiro della Brianza. Al posto di Chiara è entrato a far parte del duo Daniele, un ragazzo che era stato scartato nella selezione degli over 24.

Nel corso della prima puntata avremmo il piacere di vedere una delle vincitrici morali della scorsa edizione, Noemi, che si esibirà insieme a Fiorella Mannoia. E a proposito di ospiti famosi, quest'anno ci sarà Francesco De Gregori: «Abbiamo portato la musica su una rete generalista – dice Morgan – ed è piaciuta agli artisti. Hanno capito che XFactor vuol bene alla musica». Poi aggiunge: «Voi non lo sapete ma ho la felpa di Amici sotto la camicia». Gli altri ospiti previsti saranno Lily Allen, i Simple Minds, e poi ci sarà in collegamento l'ultimo concerto dei Pooh («Sapete che sono un figlio dei Pooh», si prende in giro Facchinetti), mentre si lavora per Robbie Williams: «A lui che è un appassionato di Ufo abbiamo promesso il meteorite che custodisce Berlusconi a Villa Certosa», scherza sempre Francesco. Che dire: gli ingredienti per partire alla grande ci sono tutti.

[fonte: libero.it]

Possibile plagio anche per Sincerità, il bis di Arisa!

Durante una discussione aperta in questo blog mi è stata segnalata una possibilità di plagio riguardo alla canzone “Sincerità” di Arisa; brano che come ben saprete ha permesso alla giovane cantante genovese di trionfare a Sanremo 2009 nella categoria Proposte.

Il possibile tentativo di plagio del brano di Arisa va addebitato alla musicalità di un brano inciso nel lontano 1967, “Fatalità” cantata dai Bertas, un gruppo sardo che ebbe un discreto successo agli inizi degli anni 70.

Ascoltiamo il brano dei Bertas.

E questo è il brano di Arisa


Sinceramente la musicalità del brano dei Bertas ricorda molto vagamente il brano di Arisa, c’è piu’ che altro, un gioco di accenti nel ritornello di entrambi i brani. Voi cosa ne pensate si tratta di plagio?

[fonte: wordpress.com]

Categorie: , , ,  
Clamoroso: Arisa accusata di plagio!

E' polemica , ancora, su Arisa. Dopo il tormentone "ci è o ci fa?" e le invettive di un suo ex ("finge di essere una tontolona, ma è furba e sicura di sé") dai siti internet la accusano anche di plagio. La traccia "Io sono" tratta dal suo cd "Sincerità" (vendutissimo: ha battuto "Primavera in anticipo" di Laura Pausini) sarebbe copiata dal 45 giri di Cristina D'Avena "La canzone dei Puffi".
Arisa imita la cantante dei cartoni animati? E perchè no? Visto che finge lei stessa di esserlo, un cartoon, non poteva che attingere alle sigle della D'Avena.
Resta ancora da attendere la reazione dell'interprete della Canzone dei Puffi: il "plagio" di Arisa finirà in tribunale?

Guarda il video su YouTube: www.youtube.com/watch?v=DjXjK5D23_c

Ecco il Testo di Io Sono (album Sincerità):

Le sette e già mi alzo, poi
mi preparo il pranzo perchè
non mangio a casa mai
ed anche il mio ragazzo si
sbatte come un pazzo mi
dice stai tranquilla e vai
perchè talvolta cedo e a
volte non ci credo, mi sembra
tutto una bugia
ma credo in certi sogni che
sono dei bisogni
e riempiono la vita mia

E quando si organizza
la serata tra un bicchiere
e una risata fatta in compagnia
mi rendo conto che mi serve poco,
che tutta questa vita
è un grande gioco

Io sono una donna
che crede all’amore che
vuole il suo uomo
soltanto per sè voglio
essere mamma perchè
la mia mamma è la cosa
più bella che c’è mi
piace il natale, domenica
al mare, poi alzarsi da
tavola verso le tre
perchè la famiglia a me
mi meraviglia, mi piglia,
vorrei farne una da me.

La mia generazione se
aspetta la pensione può
darsi non arrivi mai
col mutuo resti sotto
allora c’è l’affitto per una
vita pagherai
ma non mi piango addosso
e accetto il compromesso,
mi godo quel che ho
perchè la vita è un dono
ed io credo nel buono di quel
che ho fatto e che farò.

E quindi amici non si può
mollare, io continuerò a
sognare una casa che
che abbia un balconcino
con le piante e un angolo
cottura bello grande.

Io sono una donna
che crede all’amore che
vuole il suo uomo
soltanto per sè voglio
essere mamma perchè
la mia mamma è la cosa
più bella che c’è mi
piace il natale, domenica
al mare, poi alzarsi da
tavola verso le tre
perchè la famiglia a me
mi meraviglia, mi piglia,
vorrei farne una da me.

[fonte: newgol.com]

E il furbetto sarei io?

L'ostilità (dei gay ma non solo), le polemiche, le insinuazioni, la coscienza pulita. Giuseppe Povia non ci sta e riserva un pensiero particolare a quei "cinque o sei che sembrano tanti ma fanno solo casino"

Povia è un fiume in piena. Le luci dell'Ariston si sono spente una settimana fa ma è come se non fosse passato un solo minuto. La sua canzone, quella canzone, è arrivata seconda dopo Marco Carta. La gente la canticchia per strada, il pubblico l'ha apprezzata. I gay un po' meno, almeno quelli che sono andati a Sanremo a manifestare. I giornalisti e gli addetti ai lavori, a parte qualche eccezione, l'hanno stroncato ("furbetto", è l'appellativo più morbido con cui lo hanno apostrofato). Lui non l'ha presa bene. E, soprattutto, dopo due mesi di silenzio presanremese, adesso parla. Eccome se parla.

Questa insofferenza nei confronti della stampa da cosa deriva? Non mi sembra che finora ci sia stato un particolare accanimento nei tuoi confronti?
Il passato è passato, per me ogni volta si apre un capitolo nuovo. Finora i giornali tipo Avvenire e quelli più spostati verso il centrodestra hanno sempre parlato bene di me, quelli orientati verso il centrosinistra, tipo Repubblica e l'Unità, mi hanno trattato male. I giornalisti hanno sempre bisogno di collocare un artista politicamente. Quest'anno invece erano tutti d'accordo contro di me, è la prima volta forse nella storia della musica. La cavia ero io. Ma non hanno capito che hanno fatto il mio di gioco.

Chiariamolo una volta per tutte. Hai cambiato o no il testo?
L'ho cambiato diecimila e cinquecento volte, come sempre. Ma poi quando è stato consegnato al notaio basta. Si pensa che io abbia fatto la furbata dopo le polemiche. La cosa che mi offende di più è che qualcuno pensi che io abbia toccato una tematica così delicata senza conoscerla.

Ti sei definito "portatore sano di polemiche". Poi hai deciso per il silenzio stampa fino al Festival. Non sarebbe stato meglio confrontarsi con chi si era sentito offeso dal titolo e dal testo di Luca era gay?
Allora, la canzone si chiamava Un altro uomo ed era nata un anno prima. Vuoi sapere perché poi l'ho chiamata Luca era gay?

Certo che sì
Perché nel 2006 ho chiamato una canzone Vorrei avere il becco e quando la cantavano nei pianobar e facevano i borderò per la Siae scrivevano Il piccione e non mi arrivava una lira. È stata una scelta di mestiere la mia, perché i miei amici mi dicevano Mi canti Luca era gay?

Perché il silenzio stampa però?
Avrei dovuto spiegare una canzone prima di cantarla. A me di fare il gioco dei pennivendoli da regime non interessa. E in sala stampa a Sanremo c'era il pieno. Se fossi stato un furbone, mi sarei fatto tutte le trasmissioni fino al Festival e mi sarei fatto pubblicità. Invece ho perso un sacco di fan, quasi mille non hanno rinnovato l'iscrizione al fan club, alcuni hanno regalato i miei dischi. Se sono furbo io… Certo che un po' di mestiere c'è ma non ho fatto una canzone pensando alla polemica. La musica viene usata come sottofondo, la gente ci parla sopra, in tv la tagliano per mandare la pubblicità. Questa storia è vera: un ragazzo omosessuale che è diventato eterosessuale, visto che è possibile, come è possibile il contrario. Oggi c'è bisogno di una notizia per fare musica: eccovi la notizia, divertitevi. Ma adesso fatemi cantare.

Linus sul suo blog ha scritto che non avrebbe mandato la tua canzone nel suo programma perché si tratta di "un testo costruito"?
Lui è il direttore di Radio Deejay e può fare quello che vuole. La canzone di Cristicchi la mandava e poi diceva che non ci vedeva la morale, quella di Fabrizio Moro la mandava e poi diceva che c'erano delle ovvietà, sulla mia dice questo. Forse non ce l'ha fatta lui a fare il cantante. Rispetto il suo pensiero, la manderanno altre radio. I grandi network, a parte RTL e Radio Italia che mi vogliono bene, passano quello innocuo, quello che non rompe le scatole.

A Striscia è andato in onda un servizio in cui si dice che dietro la tua canzone ci sarebbe Arkeon (la setta che cura i gay, ndr), e che Luca sarebbe un loro adepto. È così?
No (ride). Luca mio, che non si chiama Luca, ha più di 50 anni e l'ho conosciuto in treno. Cominciano a essercene un po' troppi.

Che atteggiamento hanno avuto dietro le quinte i tuoi colleghi sanremesi?
Nessuno mi ha guardato in faccia e mi ha detto "che cazzo di canzone hai scritto?". Anzi, alcuni mi hanno fatto i complimenti.

Nessuna battutina?
Niente. Quelle le ho sentite al di fuori di Sanremo. Proprio da certi colleghi che in tv o nelle interviste predicano bene e poi mi dicono "Bravo, l'omosessualità è una malattia". Ma non c'entrano i colleghi sanremesi.

Ho letto che qualcuno si sta organizzando per venire ai tuoi concerti e fischiarti. Pensi di preparare un cartello anche per loro?
Se è così, basta che pagano il biglietto.

È vero che stai scrivendo un libro e una sceneggiatura sulla storia di Luca?
Il libro sì. Il film me l'hanno promosso ma non c'è ancora niente di certo. Mi piacerebbe perché è una storia meravigliosa anche perché il messaggio alla fine è positivo.

Recentemente nella fiction di punta di RaiUno, Tutti pazzi per amore, un padre ha confessato la propria omosessualità al figlio adolescente. Se ne è parlato poco però
Infatti non mi risulta che gli eterosessuali se la siano presa. Chi si fa portatore di libertà e democrazia quando gli vai a toccare il suo campo di patate s'incazza. Questi cinque o sei che sembrano tanti ma fanno solo casino. Non sarà una canzone a istigare l'odio verso gli omosessuali ma piuttosto sarà il casino che hanno fatto loro. Quando ho alzato il cartello "Serenità è meglio di felicità" era per dire che non ho mai pensato che essere gay significa essere infelice ma che quel gay non era felice della sua condizione e ora sta bene.

Tu hai amici gay?
Non ne ho perché per me l'amicizia è una cosa importantissima e ho un solo amico, che tra l'altro non vedo quasi mai. Però ho tanti conoscenti omosessuali e bisessuali.

E loro che cosa hanno detto della canzone?
"Fai bene, portala fino in fondo, è una canzone bellissima". Qualcuno si è rivisto nella storia, tutta la storia. Anche io da piccolo giocavo con le bambole, non c'è niente di certo e niente di provato.

Parliamo del disco, Centravanti di mestiere
A parte tre canzoni d'amore, parlo di un sacco di cose. Parlo degli incapaci che sono la vera rovina del mondo anche se lo comandano. C'è un brano che si chiama È dura che racconta che c'è gente che non arriva a fine mese mentre altri vanno dal chirurgo per cambiarsi l'età. C'è Zoccoli in cui dico che gli stilisti non vengono mai attaccati dai giornali perché comprano un sacco di pubblicità.

Chi è il centravanti di mestiere?
Quello che gioca per la maglia e per la curva e non per i soldi o per la stampa. Quindi al 91esimo, nella mischia, sa già dove andare e, anche se non ha fatto niente durante tutta la partita, segna e la risolve. L'ho dedicata a Gilardino perché lo conosco e mi piace ma ovviamente è una metafora. E poi mi sento anche io un centravanti di mestiere che magari è in ombra per un po' di tempo e poi….

E poi quasi quasi vince Sanremo

Riguardo al progetto a favore dei bambini del Darfur, Povia ha tenuto a chiarire che:
«Il mio ex discografico ha smentito quanto riportato su "Io Donna" riguardo alla questione». E ha aggiunto: nel 2005 in occasione del Festival ogni artista/casa discografica aveva promesso una quota per il Darfur. Io ho devoluto il ricavato della vendita di un intero anno del singolo I bambini fanno oh e ovviamente si sta parlando della mia percentuale sui diritti, che non è tutto l'incasso del cd come si continua a dire. La somma finale richiesta fu di 35mila euro, che mi sono stati comunicati e anticipati dal mio ex manager Angelo Carrara, che poi ha provveduto a scalarmeli dalle entrate dei concerti. Non mi risulta che gli altri artisti abbiano mai contribuito».

[fonte: libero.it]

Categorie: , , ,  
Tutti contro Marco Carta

Il cantante sardo non riscuote l'entusiasmo dei concorrenti di X-Factor. Ma è Federico, della band trentina, a fare l'esternazione più pesante: «Lui canta e rappresenta l'Italia? Mi vergogno»

Spunta su internet il video dei ragazzi di X-Factor che guardano la prima puntata del Festival di Sanremo, rigorosamente registrata, tutti insieme. Poco prima di schiacciare play sul televisore, però, Jacopo dei Bastard Sons of Dioniso, si alza e saluta tutti: «Non ho mai guardato una puntata di Sanremo in vita mia e non mi pare il caso di cominciare ora».

Ma non è questo il clou del video. Come ci aveva già detto Matteo, l'esibizione più apprezzata è stata quella degli Afterhours, eliminati al primo giro, ma che poi hanno incassato il premio della ciritca. Qualcuno ridacchia quando canta Tricarico, per una presunta stecca. Ma il vocio si alza quando sul palco sale Marco Carta. È evidente che ai ragazzi il giovane sardo non va giù Alla domanda: «Ti è piaciuto?». Yuri risponde diplomatico: «Era ben vestito». Noemi ridacchi anervosa e dice: «Ha una bella voce dai, non è il mio genere ecco». Enrico si limta a un: «Sfrutta l'onda di Amici, è stato fortunato a calcare quel palco così importante».

Il più ruvido e diretto di tutti, però, è un altro membro della band trentina, Federico: «Questa esibizione - commenta mentre Marco Carta canta - sta facendo rendere conto agli italiani del livello della musica italiana. Io me ne vergogno di essere italiano».

[fonte: libero.it]

Alba senza gli slip a Sanremo... oops!


Sembra che più di una persona abbia notato, che Alba Parietti durante la finalissima di Sanremo, abbia fatto, come dire, una scenetta alla ''Basic Instict''. E cioè: accavallando le gambe si è notata una certa assenza. Come al solito i fotografi non si sono lasciati sfuggire l’occasione, anche perché la Parietti non sembrava assolutamente imbarazzzata. Portava o no le mutandine? Lei dice di sì. Sarà!

[fonte: ilsole24ore.com]

Sanremo ringrazi Amici e X Factor

Simona Ventura: i talent show hanno riportato l’attenzione sulle canzoni

Simona Ventura rivendica, per la buona riuscita del Festival di Sanremo, il ruolo fondamentale dei cosiddetti talent show, quei programmi che vanno alla ricerca di talenti, che sono anche in grado di lanciarli, com'è accaduto a Marco Carta, a Karima, a Giusi Ferreri: «Sanremo è ridiventato Sanremo grazie a X Factor e Amici», dice Ventura. Come tutti gli ex conduttori della rassegna, non ama parlarne. Per evitare di doverlo fare, la settimana scorsa è persino andata negli Stati Uniti: «Non ho visto il Festival ma ne ho sentito dire bene e sono stata felice per Paolo Bonolis». Però una come lei un'idea se l'è formata, e ieri ha scelto il GT Ragazzi, in onda nel pomeriggio di Raitre, per esprimerla. Lo aveva già fatto Paolo Bonolis, grande epigono del signor Bonaventura, quando alle telecamere dello stesso programma rivelò il suo famoso, o famigerato, compenso: il milione di euro. «I talent show - aggiunge Ventura - hanno permesso che a Sanremo ci fosse più attenzione sulle canzoni».

Ieri Paolo Festuccia su La Stampa ha sottolineato come e qualmente il Festival, ancorché così seguito, ha i conti in rosso lo stesso. D'altronde, la pubblicità diminuisce dappertutto, non c'è motivo che la gara di canzoni sia esclusa dalla tendenza. Tendenza che lo spettatore non nota, perché continua a essere massacrato da spot e sponsor. E sapete come fanno, le aziende televisive, quando vogliono far andare meglio un programma? Gli tolgono volontariamente pubblicità. Magari è andata così anche con il Sanremo 2009, non si può avere tutto. Sarà comunque lieto, Baudo, che, nelle ultime due edizioni, aveva portato meno spettatori ma nessun deficit. Se anche è contento, fa il signore e non lo dice. Neppure Simona Ventura ama parlare di soldi: ma non dicevano una volta i latini che «pecunia non olet»? E parlatene, che diamine. Lei, nel 2004, accanto a Gene Gnocchi e Paola Cortellesi, guidò una manifestazione «povera», con poco denaro da spendere, e comunque faticosissima: c'era lo sciopero delle case discografiche. Un Festival senza i discografici non fu male. Con Tony Renis che chiamò Adriano Celentano mentre Bruno Vespa, che conduceva il DopoFestival, chiamò Apicella. Già allora. Niente di nuovo sotto il sole della tv. La terza serata era stata un disastro, Ventura stava lì, a prendere le bordate di critiche: «Solo i vigliacchi scappano, io la faccia ce la metto sempre, anche quando le cose vanno male. Resterò in piedi, come la polena del Titanic. Non bisogna mica parlare di lutto nazionale».

Il suo mantra era: porterò a casa il programma. Anche grazie a Celentano, ci era riuscita. Chissà come furono i conti. Certo, quell'anno vennero spesi relativamente meno denari, non è assurdo pensare che furono buoni. I talent show, dunque, dietro la riscossa di Sanremo. Maria De Filippi le è simpatica?, chiedono a Ventura i ragazzi del GT: «Moltissimo. Penso che in questo Paese bisognerebbe cominciare ad essere molto più solidali tra noi donne. Dobbiamo fare gruppo. C’è spazio per tutte coloro che lo meritano e che vogliono fare questo lavoro». Ma i «talent» non saranno una fabbrica di illusioni? «Il talent show è importante, ma noi non vogliamo creare degli infelici. Ci sono molti ragazzi talentuosi, ma non tutti sono destinati ad arrivare. Il successo non è una cosa facile, forse noi lanciamo un messaggio sbagliato». Vorrebbe che i suoi figli facessero gli artisti? «Vorrei che i miei figli non fossero dei delinquenti. Nessuno ti dà la patente di buon genitore. Uno cerca di insegnargli il bene e il male... poi chi lo sa. Sto cercando di insegnargli a guadagnare tutto quello che ottengono». Cuore di mamma.

[fonte: lastampa.it]

Spieghiamo il successo di Arisa e Marco Carta

Febbraio: i fiori e le vallette, il presentatore e lo share di gradimento, gli ospiti e le polemiche, i Big e le Proposte. In sintesi: Sanremo

“Un successo di ascolti con musica per ogni palato” è stato il giudizio unanime dei vertici Rai e perfino Mediaset non ha disdegnato il plauso alla co-conduttrice della serata finale (Maria De Filippi) ed al vincitore, già assidui frequentatori del suo palinsesto.

Arisa e Marco Carta: l’estetista genovese e il parrucchiere cagliaritano, 2 giovanissimi autodidatti che hanno saputo affascinare la giuria e sorprendere per l’oceanico consenso di pubblico, grazie a 2 canzoni d’amore orecchiabili e disimpegnate adatte ad un target adolescenziale, come “Sincerità” e “La forza mia”.

Disdegnando testi dai temi attuali e scottanti, di denuncia sociale o morale, ben interpretati da Povia con “Luca era gay”, Marco Masini con “L’Italia” o Iva Zanicchi con “Ti voglio senza amore”, il trofeo palmato ha preferito concedersi alla generazione che, complice l’amatorialità, ha trasformato l’ingenuità fanciullesca da maschera narcisista in agente di creatività spontanea, supportato dalla tecnologia e dalla democratizzazione artistica.

Sono gli adult-babies. Per loro gusti e tendenze vengono esibiti in strada e diffusi attraverso TV e riviste, veri e propri prontuari di stile che amplificano di mese in mese voghe e infatuazioni collettive, slang e locali di tendenza, in e out di un mercato frivolo che ha fatto della moda, più che un’ossessione generalizzata, la chiave di volta dell’oggi. L’istantaneità dei consumi, la ricerca della soddisfazione immediata, il mito del glamour, il nomadismo di un sapere rizomatico, hanno imposto così, nuove gerarchie comportamentali all’insegna di un codice visuale che antepone smart a wise, di una conoscenza che non è più valore d’uso strumentale né alimento spirituale, ma ludico disimpegno, di una politica liberatoria che alla serietà alta dell’accademismo contrappone il piacere pungente di un sapere commerciale.

Eppure, tra le mille luci cittadine e i jingle televisivi impastati con i rumori del traffico, i flutti della recessione erodono lentamente il gigante di sabbia e la contrazione dei consumi si riflette sui singoli (mutui decennali, ristoranti e negozi sempre meno affollati) come sulla collettività (astronomico costo delle infrastrutture e monopolio edile). Così, ciò che colpisce della generazione emergente è lo scetticismo dilagante sull’uscita dalla crisi e l’incosciente attesa di un cambiamento che provenga dall’alto. L’habitat agognato della supremazia dei consumi facili e accessibili, punteggiato di discount e outlet, luoghi di culto di un mercato massificato ove il capitalismo è predicato come filosofia di vita, pullula di adult-babies che hanno ormai rinunciato al mito della prosperità, ma sembrano incapaci di reagire ad una situazione di stallo, preferendo chiudere gli occhi per rifugiarsi nel rassicurante bozzolo domestico. Un simile atteggiamento rinunciatario, caratterizzato da una frattura tra tensione al cambiamento e fragilità, fra una salutare voracità e il senso di un'imminente esplosione fuori controllo, riflette una realtà d’inadeguatezza di fronte ad un presente rigonfio di eccessi e contraddizioni.

Ecco spiegato allora il successo di Arisa e Marco Carta, ma soprattutto il loro incredibile seguito di pubblico televotante. Le loro esibizioni canore hanno saputo conquistare l’empatia di una spectatorship particolarmente sensibile all’innocenza adolescenziale e alla memoria infantile quali baluardo di genuinità. La vittoria dei loro brani musicali evidenzia perciò, una calcolata semplicità espressiva fatta di rime puerili, figure vulnerabili e umori melensi, capace però, di assecondare il bisogno di prodotti dall’intensa natura emozionale di una gioventù sempre più spottificata.

[fonte: interno18.it]

Le foto del Festival di Sanremo più bello degli ultimi anni


[fonte: ilsole24ore.com]